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Le storie sono state prima tramandate oralmente, poi affidate a sapienti mani che ne hanno riportato fedelmente le parole su carta ed infine stampate, sempre per essere ricordate il più a lungo possibile.

Oggi ci sono i social e le storie vengono condivise, per lasciare un segno che però non duri più di 24 ore.

E sono Storie con la S maiuscola.

Ma partiamo dal principio.

Come abbiamo visto, ad introdurre questo nuovo format è stato Snapchat, riscuotendo in poco tempo un notevole successo. Tant’è che, dopo soli due anni dalla fondazione, Mr Facebook ha tentato di acquisirlo ricevendo però un secco “No grazie”.

Nel mentre, le abitudini degli utenti dei social di Menlo Park sono parzialmente cambiate:

condividono molti link e i contenuti originali sono principalmente visivi.

Quindi il caro Zuck’ ha mandato giù l’amaro boccone e ha scelto di combattere una guerra con le stesse armi, forte – per ora – di un esercito decisamente più numeroso.

Così, prima su Instagram, poi su Facebook e infine su WhatsApp (non senza critiche) sono arrivati i contenuti temporanei: le Storie.

A prescindere dalle strategie, sembrano essere il futuro di tutti i social.

Ma perché?

Siamo sinceri, i nostri feed parlano di noi e quindi ci teniamo a fare bella figura pubblicando solo ciò che merita veramente di rimanere lì per sempre.

Per tutto il resto, ci sono le Storie.

Vista la “breve scadenza”, ci liberano dall’ansia da prestazione e dalla paura del giudizio, permettendoci finalmente di essere (più) spontanei.

Ora, guardando tutto da un punto di vista più pratico, perché un’azienda dovrebbe sfruttarle per comunicare?

Sono un nuovo mezzo, con un nuovo linguaggio e aprono le porte anche a nuovi target.

Possono essere usate per raccontarsi e raccontare senza annoiare, coinvolgendo gli utenti in un determinato momento con video backstage, campagne teaser e offerte dedicate.

Condividere tutto, condividere sempre? Ni.

Perché prima bisogna avere qualcosa da dire.

Il CEO di Instagram, Kevin Systrom, in un’intervista ha detto:

Hai mai meditato? Una parte importante della meditazione è essere davvero consapevole di ciò che ti circonda. A volte scattare una foto, guardarla, modificarla, aggiungerci una frase o qualsiasi altra cosa, ti permette di apprezzare veramente il momento […].”

Un punto di vista da prendere in considerazione, no? Tempus fugit!